Skucinando’s Weblog

Giovedì, 1 Maggio 2008

Filetti di trota con asparagi e zabaione al limone

Archiviato in: Skucikikke — skucinando @ 4:57 pm
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Prendo spunto da “Les Spaghettis à la Façon” (Spaghetti alla Carbonara) di Joël Robuchon, stile “pastone” e inauguro la sezione Skucikikke. Se sbaglia Joël possono sbagliare tutti :P

Recensioni, by skucinando, su kikke pescate in modo “random” nella rete, ovviamente IMHO.

Da kucinare.it - Filetti di trota con asparagi e zabaione al limone by Mamma Puzzola

Ok, citata la fonte e fatti salvi i diritti relativi all’Opera ecc. ecc. bla bla bla procedo e leggo nella prefazione della ricetta

“Preparazione semplice e nello stesso tempo particolare ed elegante, che peró non si può preparare in anticipo, ma va servita appena realizzata; è quindi adatta a cuoche ben organizzate e commensali pazienti”

Trota by m.p.

La “trota salmonata” (come da foto ricetta) è un pesce “quasi inesistente” in natura, è una trota che vive in un habitat particolare, si nutre di crostacei e alghe a pigmentazione carotenoide. Le trote salmonate che acquistiamo invece sono nutrite con mangime contenente pigmenti di sintesi, paciughi chimici, utilizzando cantaxantina e astaxantina.

L’autrice (multi blogger e insegnante di kucina) ha sempre consigliato l’utilizzo di “cibi” il meno industrialmente “inquinati”, la nutella fa male (rotfl) il mangime che colora i pesci no.

“Pulire i filetti da eventuali spine e desquamarli” leggo nell’esecuzione ricetta (ho salvato tutta la pagina)

La trota NON ha squame e asserire che va desquamata lascia via libera a domande e dubbi sulla ricetta e sui corsi di cucina impartiti dall’autrice; in ogni caso (fosse stata un’orata) NON si sfiletta mai prima di aver desquamato.

“Tagliare i filetti a metà in pezzi abbastanza regolari” … no, va tagliato in modo irregolare 40% e 60% e questo ci permette di sfruttare geometrie alternative al momento di impiattare.

Indica 1 cucchiaio di olio extra vergine per condire i filetti e per ungere anche la placca da forno, è poca quantità, impossibile da farsi, forse fa confusione tra placca e teglia.

Gli asparagi, sembra Tane la pastella in ricetta ma non lo è perchè utilizza del bicarbonato, non indica a quale temperatura debba essere l’olio, un fritto è tale dai 120º in poi ma varia la temperatura in funzione dell’alimento; giudicando dalla foto sembra che la pastella abbia assorbito troppo olio, quindi era troppo freddo l’olio o troppo calda la pastella.

Lo zabaione, questo è un tocco di classe avanguardista, l’acido del vino in riduzione mescolato con l’esaltazione zuccherina dello stesso ma unito al citrico a coniugare la sagra di uno “zabaione” salato, la quantità (1 uovo e 100 ml. di vino in riduzione al 50% più il succo di limone) è decisamente scarsa per 4 piatti ma da quello che vedo questa è forse una botta di fortuna per i commensali.

Presentazione del piatto, perchè tagliare dei filetti a metà (e trasformarli in tranci) se poi si impiatta utilizzando solo la parte bassa, meno pregiata? Quei tranci, a vista, sono “asciutti” (violentati in forno a 180º e magari lasciati in sosta per restare caldi) mentre gli asparagi come già ho scritto danno l’impressione di essere freddi e “mollicci”.

Quando si impiatta si cerca un equilibrio tra le forme e, se è vero che si inizia a mangiare con gli occhi, questa presentazione è decisamente poco appetibile; gli asparagi sembrano dei profughi di un qualche lager, defunti per una rara infermità che li ha fatti gonfiare, stesi a coprire nude oscenità rosa ma schiacciati da un peso iniquo che li vuole cementare al piatto facendo montare una tristezza infinita ed una sana nostalgia di pane e salame.

“Preparazione semplice e nello stesso tempo particolare ed elegante”, semplice sicuramente ma elegante no.

Alternative e suggerimenti

Per una migliore gestione ottico/pratica/culinaria userei un piccolo trancio di salmone (preso dal filetto) per commensale ma di trota si parlava e quindi procediamo con quella.

Utilizziamo la parte superiore del filetto (trota, non salmonata) più nobile e carnosa, una per commensale, cuocere i filetti a bassa temperatura in olio aromatizzato, quando pronti asciugarli con delicatezza e avvolgerli con pellicola, riservarli in bagno maria tiepido; passarli 1 minuto al forno/grill prima di impiattare per dorarli leggermente.

Asparagi, 6 per commensale; preparare un Tane e servirli come Tempura oppure cuocerli al vapore e raffreddarli subito in acqua gelida.

Lo zabaione, no al connubio acido vino/limone più sale; una marmellata di pomodoro, salsa di arancia, riduzione di marsala, salsa ai broccoli … ci sono mille combinazioni possibili (basta che siano discretamente dense).

Cipollotto rosso (se lo trovate) oppure bianco, aggiungo “alla ricetta” una verdura che mi è particolarmente simpatica, buona e coreografica; tagliati a 1/4 lasciando 15 cm. di parte verde (tagliare la cima a fetta di salame) e cotti in forno con teglia coperta da foglio d’alluminio forato; cuocere con olio extra 90% del tempo così coperto a 170º e 10% scoperto con una leggera spennellata di miele, 180º/190º non ventilato; tempo e temperature sono in funzione alla dimensione dei quarti di cipollotto ed al vostro forno; che la parte verde mantenga una discreta rigidità, non occorre che sia stracotto ma che resti “croccante”.

Impiattare, posizionare gli asparagi, raggio di 45º, sormontarli col filetto e su questo appoggiare il cipollotto dove finisce il bianco ed inizia il verde delle foglie; se usate il filetto di trota che la parte carnosa sia verso l’alto, l’esatto contrario se sceglierete un trancio di salmone, pelle in alto a vista.

Avete scelto gli asparagi al vapore: cospargere il filetto con 1 cucchiaio di olio extra del Garda e 1 giro di pepe macinato grosso al momento.

Avete scelto gli asparagi a Tempura: grattugiare sul filetto del Daikon e dello zenzero, darete un tocco esotico al piatto.

Sostituire il cipollotto (se non piace) con chips di carota tagliati in verticale, altezza 1 mm. max; fritti in poco olio e asciugati, seccati in forno a 90º per pochi minuti (oppure utilizzate una disidratatrice)

Con un biberon a becco largo strisciate la marmellata di pomodoro o la salsa che avete preferito.

Cosa otteniamo con queste modifiche? Che i filetti di trota (o il trancio di salmone) per prima cosa restano morbidi con i loro fluidi che non vengono dispersi in cottura a forno a180º e si ha il tempo per procedere con la restante parte della ricetta con tranquillità.

Direi che è una ricetta che chiunque sia normodotato in cucina può tranquillamente eseguire, bastano 2 termometri (anche 1 solo e volendo per 4 filetti di trota si fa anche senza, basta prendere il “punto” all’olio) e un pizzico di voglia

Skunk Skunk Skunk now it’s your time tum tump tump suonava una vecchia song cantata da Joseph Sisko, padre di Benjamin Lafayette, nel suo ristorante in Louisiana mentre rimestava il suo Gumbo

28 Commenti »

  1. che dire? ^o^
    mi ero già imbattuta in quella ricetta e avrei voluto vedere la mia faccia quando ho focalizzato l’immagine e poi proseguito con la lettura. Io non ho le tue competenze “kuokistike” ma potrei disquisire su altri dettagli che mi han fatto divertire… per la serie chi si loda si imbroda!
    Mi ricordo di questa e mi permetto di lincarla http://www.kucinare.it/user/ricetta.aspx?idricetta=2983 ora è almeno guardabile la foto concessa da altri perchè la sua, messa con tanto orgoglio da lei stessa, mostrava quello che poteva essere il contenuto dei uno stomaco aperto durante un’autopsia e un’utente spiritosa scrisse che quella preparazione le ricordava la dottoressa Scarpetta e la Dottoressa laureata in scienze naturali diede il nome che pomposamente questo piatto porta. Credo che ignori tutt’ora che la Dottoressa Kay Scarpetta nasce dalla penna di Patricia Cornwell e che sia una anatomopatologa forense esperta in autopsie… beata ignoranza dico io, ma l’importante è essere convinti di essere la migliore no?
    ma mi faccia il piacere mi faccia!! @_@

    Commento di Diana — Giovedì, 1 Maggio 2008 @ 5:57 pm

  2. in effetti non è molto invitante quella “massa” indicata nel link, che poi sia buona è altra storia, se non fosse così vecchia la ricetta meriterebbe una recensione :)

    posso solo dire che meglio sarebbe servirla “nuda” e con salsa a parte …

    le competenze “kuokistike” nascono dai mille errori commessi e conseguentemente analizzati, non puoi ignore gli errori quando altri con fare incazzato ti riportano un piatto in cucina, l’importante è capire che si è sbagliato :P

    ohhhh poi esiste anche gente che non sbaglia mai … magari desquamano pesci senza squame (rotfl)

    Commento di skucinando — Giovedì, 1 Maggio 2008 @ 6:15 pm

  3. dovendo scegliere , per essere avvelenata, tra nutella e trota salmonata, opterei per la nutella… ;)anche perchè la povera trota, diventata salmonata contro la sua volontà, non ha nessuna colpa…
    quando compro delle riviste di cucina o seguo programmi in tv dove grandi chef preparano piatti con accostamenti inimmaginabili, e sicuramente ottimi, penso a loro come dei geni e mi dico: ” inutile provarci” non ne saresti capace”… ( anche perchè piatti del genere richiedono , oltre all’abilità, conoscenze nel mondo degli alimenti che pochi hanno …
    è vero che non bisogna buttarsi giù ma bisogna anche comprendere i propri limiti …
    a presto e buon fine settimana!!!

    Commento di Panettona — Venerdì, 2 Maggio 2008 @ 9:24 am

  4. ciao panettona :)

    hai perfettamente ragione, se non si comprendono i propri limiti si va oltre e si cade nel ridicolo o nella blasfemia come nel caso di queste trote

    il fine settimana qui da noi sta assumendo un aspetto tragico, c’è il ponte e siamo invasi dai turisti (madrileñi) e l’abuelo (nonno) che ha una villetta qui in fronte ha trasformato la casa in una guarderia (asilo) avendo 1.000 nipotini ecc. ecc.

    buon uikkend a te (come spikkio ingliss lol)

    Commento di skucinando — Venerdì, 2 Maggio 2008 @ 10:32 am

  5. Panettona, hai ragione alla grande se proprio si deve morire che sia per la NUTELLA!!! :D

    Commento di skuriosando — Venerdì, 2 Maggio 2008 @ 2:31 pm

  6. ragazzi, quanto ne sapete!! :D ma siete fantastici! mi inchino a tanto sapere! ;)
    avete proprio ragione: il problema è CAPIRE I PROPRI LIMITI. Se non si è concilianti con gli errori degli altri, prima o poi si incappa nel giudizio di chi ne sa più di te! e allora sono guai, “crolla il mito”!
    Ebbene…..proprio come come il Titanic, qui il mito si è vergognosamente inabissato nell’oceano della propria supponenza!

    Commento di marcillottas — Venerdì, 2 Maggio 2008 @ 5:12 pm

  7. Aahahahah….
    …da quando avete pubblicato questo articolo la ricetta sul sito è stata modificata!!!!

    questo perchè???

    perchè la virità viene sempre a galla!!!
    che motivo aveva il mito di modificare la ricetta se era nel giusto???

    per me è andata giù giù già da molto tempo…..ndr. torta mars!!!

    un saluto affettuoso…..Romina

    Commento di Estrelia — Sabato, 3 Maggio 2008 @ 2:14 pm

  8. ciao Romina, benvenuta :)

    non ho idea se il “mito” ha modificato o no la ricetta, fa lo stesso perchè mi rifiuto di tornare a leggerla

    in ogni caso conservo regolare copia di tutta la pagina web con i sorgenti compresi

    Commento di skucinando — Sabato, 3 Maggio 2008 @ 4:00 pm

  9. in ogni caso conservo regolare copia di tutta la pagina web con i sorgenti compresi

    ha ha ha… così si fa! :-)

    Commento di Diana — Sabato, 3 Maggio 2008 @ 7:35 pm

  10. troppo forte!!!

    complimenti per il sito davvero carino!!!!

    e per il “mito” ma chi se ne frega:

    il maggior disprezzo è la non curanza….
    ciao a pretso…….

    Commento di Estrelia — Sabato, 3 Maggio 2008 @ 9:13 pm

  11. disprezzare … a mio avviso significa attribuire una determinata importanza ad eventi o persone e direi che non è questo il caso :)

    il discorso è che alcune ricette si prestano perfettamente per disanime legate al mondo della cucina

    ciau Estrelia :)

    Commento di skucinando — Sabato, 3 Maggio 2008 @ 9:58 pm

  12. Hai ragione……anche il disprezzo ha la sua importanza…che scema eppure io lo dico sempre: si parli bene o male purchè si parli vuol, dire che non sei passato inosservato!!!!
    ho capito lospirito del sito e se sono intervenuta è perchè concordo su molti aspetti….. :)
    io non mi vanto di cosa sò creare o meno in cucina anzi sono la prima che trova spunto da libri e riviste ma non mi sono mai permessa di impartire lezioni su cose che sapevo non appartenere alla mia esperienza!!!!
    ma molta gente compreso il mito…..si sono illuse di essere grandi chef ….con modifiche errate a ricette altrui!!!

    ehi grazie !!! i miei sfoghi vanno fuori fase ma credimi ne ho subite anche io!!!

    Commento di Estrelia — Domenica, 4 Maggio 2008 @ 1:50 am

  13. Estrelia :)

    per capire la cucina si deve accettare l’idea che “è raro inventare qualche cosa”, tutti e ognuno al proprio livello attingiamo ad idee altrui e da quelle prendiamo spunto per “inventare” altro che sia “nostro” ma che di fatto non lo è; per questo motivo il copyright sulle ricette non ha mai avuto successo, si prende una ricetta e si cambia un ingrediente oltre al modo di presentarla … quindi chiariamo il concetto che tutti prendono spunto da tutti

    il problema nasce quando si effettuano modifiche a capocchia, illusi ed illusionati di essere degli Escoffier … sai questa ricetta arriva dal grande chef pirulin de pirulinis del ristorante cipollinodonosor ma io l’ho modificata ecc. ecc. perchè io bla bla bla

    poi dopo si desquamano pesci privi di squame e si cade nel ridicolo

    buona domenica

    Commento di skucinando — Domenica, 4 Maggio 2008 @ 10:52 am

  14. A mio modestissimo parere, l’errore in cui il “mito” è incappato è stato molto semplice: una cosa è la cucina casalinga; un’altra cosa è la cucina dei professionisti.

    Credo che lei sia una classica persona che “cucina benissimo”,in quello che comunemente è l’ambito casalingo: il che è un notevole pregio, ammirabile,da rispettare. Ma quando sulla basi delle lodi familiari e degli amici, si pretende di fare il grande salto atteggiandosi al gergo e ai modi dei professionisti, allora questi ultimi non possono che mettersi a ridere.

    E’ come se qualcuno che si diletta al karaoke, si prenda tanto su serio da atteggiarsi a grande cantante lirica, e ti riceva in vestaglia con piume di struzzo :D

    La faccenda della torta al Mars me la ricordo: io avevo scritto un post dove dicevo che era inutile prendersela con additivi e coloranti, se poi si davano certe schifezze ai propri figli.

    Credo di essermi fatta odiare da allora.

    Commento di marcillottas — Domenica, 4 Maggio 2008 @ 5:42 pm

  15. “E’ come se qualcuno che si diletta al karaoke, si prenda tanto su serio da atteggiarsi a grande cantante lirica, e ti riceva in vestaglia con piume di struzzo”

    questo si chiama “scatenamento della lacrimazione convulsiva sincopata” ahahahaha

    Commento di skucinando — Domenica, 4 Maggio 2008 @ 6:59 pm

  16. Anch’io mi ricordo la torta al mars, mentre mi ero persa l’insalata tipo pastone
    e sto ancora ridendo per la trota
    grazie ragazzi :-DDDDDDDDDDDDDDDd

    Commento di birba — Giovedì, 8 Maggio 2008 @ 10:26 pm

  17. aahahahah ciao birba, benvenuta :)

    se non ti da fastidio linko il tuo blog … attendo conferma

    Commento di skucinando — Giovedì, 8 Maggio 2008 @ 10:38 pm

  18. Assolutamente, vi linko anch’io

    Commento di birba — Venerdì, 9 Maggio 2008 @ 9:46 pm

  19. @ birba

    grazie :)

    Commento di skucinando — Venerdì, 9 Maggio 2008 @ 9:50 pm

  20. Siete simpaticissimi, ho letto il post sulle mutande/ricette….. le mutande sono come le ricette hanno un portatore, anche se ultimamente pare che neppure questo sia certo bisogna specificarlo, “Si le mutande sono le mie scrivilo”tempi moderni questi!!!!in questo caso secondo me il portatore, avrebbe negato con piacere che le mutande erano le sue, e hai voglia a modificare Romy, il colore è quello quando lo togli quel bel rosa?!!!!!!grazie dell’ospitalità a presto Fiammateresa

    Commento di fiammateresa — Sabato, 10 Maggio 2008 @ 9:16 pm

  21. ahahahah
    “Sí le mutande sono mie, scrivilo!” oddio ho i lacrimoni agli occhi ….

    Commento di Mila — Sabato, 10 Maggio 2008 @ 9:41 pm

  22. Per questa ottima recensione del piatto i miei più sentiti complimenti!!! Poterne stampare una miliardata e fare un volantinaggio aereo!!! Spettacolo…Ah Ah ma volo basso e mi accontento di salvare questa opera sul mio pc…Posso usare le tue mutande Skuci???!!! :D :D :D
    P.S. ogni volta che vedo una foto di una sua ricetta penso..non può esserci di peggio e invece riesce a stupirmi ogni volta….sempre peggio!!!

    Commento di Parassita — Domenica, 11 Maggio 2008 @ 11:25 am

  23. ok … uso delle mie mutandone a pois rossi con elefantini azzurri concesso!

    come disse il sommo poeta Carcapunzio da Trischillicus al peggio non vi è mai limite, specialmente quando la supponenza impera

    Commento di skucinando — Domenica, 11 Maggio 2008 @ 11:45 am

  24. [...] nel Tonno, qui è un pochino come per la famosa trota da desquamare perchè leggo nel procedimento “tranci e filetti” ma rinuncio a capire come posso [...]

    Pingback di Tonno nel Tonno, parte 1ª « Skucinando’s Weblog — Mercoledì, 11 Giugno 2008 @ 12:14 pm

  25. Ma ci siete tutte! Tutte ex di Kucinare! mannaggia Skuccy, io tutte queste cose non le sapevo sulla filettatura e frittura
    Pare che tutti siano presi dal “Why not me?” perchè non posso farlo anche io? Se la Clerici insegna a cucinare posso farlo anche io.
    Io trovo soddisfazione a fare delle cose, mi riempio di tafanari, mi diverto a preparare le feste dei miei bambini, o a passare una bella serata tra amici, poi ognuno al suo mestiere. Onestamnete anche lascia perplessa questa ricetta, mi pare ci siano troppe cose tipo il fritto con lo zabaione

    Commento di Isabella — Giovedì, 12 Giugno 2008 @ 12:18 pm

  26. ci sono io, unico maschietto circondato da … da … da? dadaumpaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

    @ Isabella

    lo zabaione/zabaglione … le sabayon (alla franScese fa più fico) devi sapere che è di moda in questi tempi legare carni o pesci con una cucchiaiata (orrenda parola sta cucchiaiata) di zabaglione ai mille gusti, unico limite la fantasia perversa dello chef, quindi assistiamo ad inserimenti di soia, limone, cippillippi, cacatielle, wurstel destrutturati ecc. ecc.

    la nostra eroina dopo aver ingoiato la nocciolina ed essersi trasformata in Super Cheffa Mamán Puzzolón (franScese anche questo ma con accento marsigliese, zona porto) avrà optato per una salsa agria ficcando il limone, oppure ha scazzato una maionese e l’ha ripassata in bagno maria … ¿quien sabe?

    mo’ zabagliono pure io sennò che cheffo sarei? però lo lascio “nature” e vediamo di accostarlo a qualche cosa …

    ciau

    Commento di skucinando — Giovedì, 12 Giugno 2008 @ 12:54 pm

  27. la nostra eroina dopo aver ingoiato la nocciolina ed essersi trasformata in Super Cheffa Mamán Puzzolón

    per essere + precisi non potrebbe essere che la nocciolina fosse un pisello ricoperto di wasabi??

    http://www.candyholic.de/blog/wp-content/images/erbsen2.gif

    io devo essere immune ai loro eventuli effetti secondari perchè ogni tanto mi sparo una manciata di palline pizzicose ma arie monsoniche in cucina non me le tiro mica?

    Commento di Diana — Lunedì, 16 Giugno 2008 @ 9:04 pm

  28. buono il wasabi :)

    Commento di skucinando — Lunedì, 16 Giugno 2008 @ 9:58 pm

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